Come favorire la conservazione della spoglia organica allo stato fossile, arrestando il processo di decomposizione e isolando gli agenti di decomposizione.

Per la pulizia e la protezione dei fossili, usare pennelli, spazzole, sonde e un ottimo consolidante. Inoltre, bisogna maneggiare con estrema cura.

La raccolta dei fossili laddove è permesso è intellettualmente stimolante, ma sono necessari attrezzatura e equipaggiamento adatti.

I fossili si possono trovare dove affiorano rocce sedimentarie come le argille, le argilliti, i calcari e negli affioramenti artificiali.

Ecco come le spoglie organiche, decomponendosi all'interno dei sedimento, alterano le condizioni chimiche e provocano la mineralizzazione.

Tutto il materiale fossile fonte di questo lavoro è stato raccolto in tanti anni di ricerca solo ed esclusivamente nel nostro territorio, nelle discariche di cave o da materiale di risulta, come nel caso di Palena e Torricella Peligna, alcuni campioni anche di fossili isolati, provengono invece da clasti e detriti delle rocce madri in cui, di norma, è raro rinvenire in buono stato di conservazione. Dal Monte Majella provengono una serie di reperti pertinenti la successione terziaria di on-lap, in particolare calcari dell’Eocene medio con macroforaminiferi (Nummuliti)- Alla formazione di Bolognano, Miocene medio, vanno invece riferiti campioni di calcareniti con denti di squalo, vertebre di pesci, gusci e frammenti di echinidi, gasteropodi e bivalvi.

Campioni di marne con numerose specie di molluschi, sono da ricondurre alla facies distali, di età Miocene medio – superiore pre – evaporitico. Alla facies di scogliera del Cretacico – Paleocene, sono invece riconducibili numerosi campioni di calcari a coralli e rudiste, spugne gasteropodi. Infine, studi specialistici in corso vogliono giungere a confermare la particolare importanza scientifica rivestita dalla raccolta dei reperti di pesci e altri resti organici, provenienti dalla località Capo Fiume a Palena (Chieti), ai piedi del Monte Porrara. Per questo sito è in corso di definizione la proposta di decreto di vincolo ai sensi della Legge 1089/39. Tra questi reperti si segnala, per l’importanza che riveste, i resti di un Prolagus. Non meno importante il sito della Madonna del roseto,Torricella Peligna che ha restituito di recente campioni di pesci di eccezionale importanza scientifica mondiale, anche per questo sito è in corso la proposta di decreto di vincolo ai sensi della Legge 1089/39.

Oggi i concetti sull’essenza e sui fini della Paleobiologia e della Paleontologia sono assai cambiati. I nuovi metodi di indagine, sono riusciti, molto meglio che non fosse possibile nel passato, a leggere, per così dire, nei resti rimastici degli animali preistorici, efficacemente aiutati in questo dal progressivo perfezionamento della tecnica. E soprattutto abbiamo imparato a considerare i fossili quello che sono in realtà; abbiamo capito inoltre il compito principale della Paleobiologia e la relazione dei fossili con l’ambiente. Lo studio ha il dovere di prendere contatto di tanto in tanto con un più vasto pubblico per fargli conoscere a che punto è arrivato la scienza nelle sue indagini e per impedire che certi concetti invecchiati e certe sorpassate e svisate si cristallizzano nella mente di coloro che vorrebbero mantenersi al corrente, ma che non sono in grado di farlo ricorrendo direttamente alle fonti.

In questo nostro tentativo di far rivivere gli animali preistorici nei loro antichi ambienti, siamo ricorsi solo a pochi esempi, scelti nel regno tanto accresciuto della Paleobiologia, e ci siamo limitati ai Vertebrati che più degli Invertebrati suscitano il generale interesse, e particolarmente a quelli di gran mole, così scrive Otherio Abel nel bellissimo libro del 1945 “ANIMALI DEL PASSATO”. La lettura del libro“animali del passato” stimola ancora di più la passione che porto avanti da tantissimi anni cercando fossili.

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